Spalmadebiti in 10 anni: il Consiglio dei ministri ha accolto la proposta della Regione

Il Consiglio dei ministri ha accolto la proposta del governo regionale della Sicilia di spalmare in dieci anni il maggiore disavanzo di oltre due miliardi di euro. Il provvedimento (la cui intesa era stata preannunciata dal Sottosegretario al Ministero dell’Economia Alessio Villarosa) è stato adottato dopo la decisione della Commissione paritetica che ha recepito, all’unanimità, la proposta della Giunta regionale.

Nel proprio comunicato, il Consiglio dei Ministri ha sottolineato che il decreto legislativo “introduce misure per il ripiano del disavanzo derivante dagli effetti del riaccertamento straordinario, stabilendo” che le quote di disavanzo “non recuperate relative al rendiconto 2018 potranno essere ripianate, in deroga e in via straordinaria, entro il limite massimo di dieci esercizi”.

E aggiunge: “Il termine più lungo di ripiano, rispetto a quello ordinario, è funzionalmente collegato ad un accordo Stato-Regione contenente specifici impegni di riequilibrio strutturale dalla parte corrente del bilancio, in particolare attraverso la riduzione della spesa corrente. È altresì previsto che il beneficio del maggior tempo di risanamento perda efficacia laddove l’accordo di cui sopra non sia definito entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto attuativo”.

L’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, ha assicurato in tal senso che “entro novanta giorni sarà definito con lo Stato un accordo che contenga le prescrizioni richieste dal governo nazionale, ma soprattutto chiuda definitivamente le intese sull’autonomia finanziaria regionale”.

Alla seduta di Palazzo Chigi ha preso parte anche il presidente della Regione Nello Musumeci, come previsto dallo Statuto siciliano, che ha commentato: “L’intesa col governo Conte ci consente di proseguire nell’azione di risanamento, avviata già due anni fa, e di contenimento della spesa, tanto che non abbiamo contratto alcun debito sin dal momento dell’insediamento. Anzi, abbiamo ridotto l’indebitamento di ben settecento milioni di euro, rispetto agli otto miliardi che abbiamo trovato. Eviteremo così di effettuare tagli pesanti, che graverebbero sulle fasce più deboli della popolazione”.

LE REAZIONI

DAVIDE FARAONE (presidente dei senatori di Italia Viva) – “Bene il testo approvato in Cdm, soddisfatti del recepimento delle nostre proposte. Ora Musumeci faccia le riforme che servono alla Sicilia, siamo stanchi del suo immobilismo”.

LUIGI MARATTIN (vicepresidente dei deputati di Italia Viva) – “Sulla vicenda della norma relativa alla regione siciliana abbiamo raggiunto l’obiettivo. Alla misura di favore per la regione (la possibilità di spalmare il disavanzo su 10 anni) si è aggiunta la nostra proposta, accolta integralmente, cioè di affiancare precisi obblighi di riduzione della spesa corrente che dovranno prendere corpo nei prossimi 90 giorni, altrimenti il periodo entro cui il disavanzo potrà essere spalmato tornerà a 3 anni”.

I DEPUTATI M5S ALL’ARS – “Grazie alla norma del governo Conte bis, che consente di spalmare il disavanzo 2018 in 10 anni, la Regione è salva da sicuro default. Non possiamo fare a meno, assieme a tutti i siciliani, di tirare un grosso sospiro di sollievo, ma ora la Regione non ha più scuse, deve iniziare quel cammino virtuoso che chiediamo da sempre e consenta di ridurre il disavanzo già dal prossimo anno”.

“Siamo soddisfatti – afferma la delegazione presente a Roma – del risultato raggiunto anche grazie al nostro contributo: La Regione ora sarà costretta a fare con serietà e col massimo impegno i compiti a casa previsti dalla norma, e cioè, predisporre una serie di riforme che riducano il disavanzo, ma deve muoversi in fretta. Entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto legislativo, varato oggi, la regione dovrà sottoscrivere un accordo con lo Stato contenente specifici impegni di rientro del disavanzo, altrimenti la spalmatura dovrà essere contenuta in soli tre anni”.

FRANCESCO BOCCIA (ministro per gli Affari Regionali) – “La regione autonoma siciliana e i siciliani avevano il diritto di una risposta dello Stato e la risposta e arrivata con impegni reciproci chiari. Si fa così tra persone serie che rappresentano le istituzioni indipendentemente dai colori politici di appartenenza”.

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