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Spese anomale, blitz della Guardia di Finanza nella sede AST di Palermo

Blitz della Guardia di Finanza nella sede di Palermo dell’AST, azienda pubblica della Regione Siciliana per il trasporto interurbano. Alcuni agenti, come si apprende da La Sicilia, hanno sequestrato molti atti e si tratta del secondo intervento in pochi giorni, dopo quello avvenuto venerdì scorso, 11 gennaio.

Secondo il quotidiano catanese, l’indagine riguarderebbe un caso di cui sarebbe a conoscenza anche il governo regionale, partito da un esposto di Gaetano Tafuri, presidente di AST, inviato a fine novembre alla Procura di Palermo e alla Corte dei Conti.

L’esposto riguarda l’AST Sistemi Spa, società che si occupa “di progettazione e di servizi di ingegneria”, controllata da AST al 100% con 8 dipendenti in organico e un disavanzo di 1,8 milioni di euro nell’ultimo bilancio, in liquidazione dal 25 novembre.

In particolare, secondo quanto riportato dal giornalista Mario Barresi, l’sporto riguarderebbe il 70enne Giovanni Trovato, ex commissario liquidatore di AST Sistemi, dimessosi lo scorso 31 ottobre.

Trovato, a quanto pare, ha deciso di abbandonare l’incarico dopo un carteggio con Tafuri che, in relazione a un contenzioso vinto nel 2015 dalla società in liquidazione contro il dipartimento regionale della Protezione Civile (1,3 milioni incassati) il 25 ottobre scorso aveva chiesto a Trovato “un primo riscontro” sulla “collocazione bancaria di detto rilevante importo”.

Ebbene, dopo il passaggio di consegne tra Trovato e il nuovo commissario liquidatore, il ragioniere Francesco Patorno, il presidente Tafuri ha segnalato all’ex liquidatore “numerose e significative divergenze, dubbi ed incertezze di natura economica, tecnica, legale, a fronte di un compenso annuo lordo di 7.500 euro”. Si parla, nel dettaglio, di “ingenti ed imprecise movimentazioni mensili di somme a titolo di ‘rimborso chilometrico e/o spese di viaggio'” ma anche di “smisurati rimborsi chilometrici d’importo medio pari ad euro 3.000/4.000 mensili” e “ingenti conguagli non meglio giustificati sia nell’importo che nel metodo di calcolo”.

Tafuri ha anche contestato “rimborsi mensili per ‘spese varie e motivi istituzioni'”, “prelievi in contanti” e “assegni bancari” privi di riscontro documentale e sprovvisti dei relativi mandati.

Dal canto suo, l’ex liquidatore, dopo avere consegnato al successore circa 30mila euro che risultavano come “disponibilità in contanti” del saldo casa, ha risposto al presidente dell’AST, sottolineando che ha “sempre fatto della trasparenza e del pubblico interesse la propria ragione di vita”, sototlineando però che “per l’enorme richiesta di chiarimenti e la contestuale sopravvenienza di gravi motivi familiari” non ha potuto fornire tutti i chiarimenti richiesti. Tuttavia, Trovato, nelle note, ha fornito delle spiegazioni su alcuni punti.

Tafuti, però, non soddisfatto, ha presentato l’esposto a PM e magistrati contabili e una copia è stata anche inviata al presidente della Regione, Nello Musumeci.

Contattato da La Sicilia, il presidente dell’AST si è trincerato dietro al “no comment”, confermando il sequestro degli atti da parte delle fiamme gialle, sottolineando però di avere fatto “come sempre, tutto ciò che era istituzionalmente mio dovere fare”.

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