Mondello

Spiagge, concessioni a gara entro il 2023. Ma la Sicilia ‘spera’: “Qui c’è già la legge”

“Riteniamo che la Regione Siciliana abbia creato, attraverso una norma proposta dal governo Musumeci e approvata dall’Ars, presupposti giuridici diversi rispetto a quelli di tutte le altre Regioni italiane, essendo l’unica ad avere esteso al 2033 le concessioni demaniali marittime vigenti per legge. Basterebbe già solo questo, oltre al fatto che la Sicilia, Regione a Statuto speciale, ha competenza esclusiva in materia di demanio marittimo, per differenziarsi dal resto d’Italia”. A sostenerlo è l’assessore regionale all’Ambiente Toto Cordaro, che commenta così la sentenza del Consiglio di Stato che ha invece dichiarato illegittime le estensioni delle concessioni balneari in Italia al 2033.

Secondo la sentenza del Consiglio di Stato, le estensioni fino al 2033 delle attuali concessioni vengono dichiarate illegittime perché la modalità delle proroghe sarebbe contraria al diritto europeo. Anzi: su un piano strettamente formale, le concessioni sarebbero già ora illegittime. I giudici però (visto il potenziale impatto socio-economico di una illegittimità efficace da subito e in attesa che la normativa venga rivista dal legislatore) hanno concesso due anni di tempo per riassegnare le concessioni attraverso gare pubbliche, fino al 31 dicembre 2023. Oltre quella data, le concessioni attualmente in essere cesseranno di essere valide, anche in assenza di una nuova assegnazione: non saranno ammesse altre proroghe (anche per legge).

“In attesa di leggere con attenzione il dispositivo della sentenza – aggiunge invece l’assessore – non si può non evidenziare che le altre Regioni si sono limitate a recepire, attraverso meri atti amministrativi, una disposizione contenuta nella legge finanziaria statale del 2018. La Sicilia, invece, oltre all’approvazione di un’apposita norma ha fatto di più, avendo previsto le condizioni essenziali per procedere al rinnovo delle concessioni”.

In particolare, il decreto dell’assessore Cordaro ha indicato come requisiti per la proroga: l’attualizzazione della certificazione antimafia, la regolarità contributiva del concessionario e l’avere pagato tutti i canoni pregressi. Un aspetto, quest’ultimo, che ha portato nelle casse della Regione quindici milioni di euro in un’unica soluzione. “Il governo regionale – conclude l’assessore – ha lavorato per valorizzare una categoria che ricomprende, a vario titolo, pubblico e privato e conta oltre tremila concessioni che assicurano ogni anno centomila posti di lavoro. Lo abbiamo fatto avendo come un unico obiettivo l’interesse della Sicilia e dei siciliani”.

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