Stancanelli: “La mia candidatura? Non aveva senso bloccare il progetto”

“Da sei anni lavoro a un progetto politico che ci ha già fatto raccogliere frutti importanti con la candidatura e l’elezione del presidente della Regione. Dopo che il congresso di Diventerà Bellissima ha deciso di non correre alle Europee e “di fermarsi un giro” mi è venuta spontanea la domanda: ma è possibile fermarsi a metà del percorso quando si vede chiaramente lo sbocco futuro? La risposta è stata no, non aveva senso fermarsi. E ho accettato l’invito di Giorgia Meloni”.

Raffaele Stancanelli, avvocato, senatore, vicepresidente della commissione Giustizia e componente dell’Antimafia, delegato ai rapporti tra la criminalità e la sanità, ha voglia di parlare, di spiegare, di convincere. Ha scelto di candidarsi alle elezioni Europee con la lista di Fratelli d’Italia che sarà guidata da Giorgia Meloni. Ha deciso di autosospendersi da Diventerà Bellissima, di cui è stato anche coordinatore, prendendo atto della marcata distanza sul tema delle elezioni. Non chiude le porte a future collaborazioni ma non vede altre strade per proseguire il progetto di quello che lui chiama un nuovo grande strumento al servizio del centrodestra.

“Dico le stesse cose da sei anni, con grande chiarezza: serviva un nuovo soggetto politico capace di mettere insieme anime, culture, tendenze e tradizioni del centrodestra, in cui riconoscersi come a casa propria. Proprio in virtù degli ottimi risultati finora raggiunti, questo progetto doveva e poteva continuare fino a diventare di livello nazionale. E Diventerà Bellissima poteva diventare il soggetto “federatore” di tante realtà che non si ritrovano nella Lega – che sa essere attrattiva ma che non esprime bene i sentimenti di una politica per il Sud – o che si stanno allontanando da Forza Italia, dialogando a livello nazionale con l’unico partito che si è aperto a questa realtà, vale a dire Fratelli d’Italia. Già sei mesi fa Giorgia ha lanciato un appello ad altri soggetti rilevanti e ha avuto la forza e l’intelligenza di rimettersi in discussione. E ovviamente la ringrazio per avermi offerto la candidatura”.

La sua scelta di candidarsi rappresenta l’interruzione di questo progetto?

“Io ci sto mettendo la faccia, con l’obiettivo di proseguire un percorso coerente con la mia storia. Sto comunicando ai tanti simpatizzanti che non abbandono il progetto di aggregazione delle varie esperienze del centrodestra, che sono certo sarà apprezzato anche in questa occasione. Dopo le elezioni spero di potere riprendere questo discorso con tutti gli altri compagni di viaggio”.

Sembra di capire, dalle sue parole, che lei non vede un grande futuro per Forza Italia…

“Penso che Forza italia sia stata l’intuizione geniale di un uomo geniale come Berlusconi, che ha avuto un senso nel momento in cui era la forza catalizzatrice di un’area che andava dal 20 al 30%. Ora, per motivi vari, non ha più lo stesso appeal. Non dirò mai nulla contro Berlusconi che è stato un riferimento sicuro per 25 anni ma se devo fare una analisi completa e obiettiva ritengo che adesso ci sia bisogno di altro, con tutto il rispetto per Berlusconi e per la bella classe dirigente di Forza Italia che sente la necessità di nuovi sbocchi. E qui torniamo al progetto di cui le parlavo”.

A Diventerà Bellissima non l’hanno presa bene, si parla addirittura di convocazione degli organi disciplinari. Lei è arrabbiato con Diventerà Bellissima?

“Non voglio fare alcuna polemica, ma nel pieno rispetto di quanto deciso dal congresso ho ritenuto necessario andare avanti scegliendo la strada dell’auto sospensione. Diciamo che faccio… l’avamposto”

Davvero la candidatura con Fratelli d’Italia è nata solo dopo il congresso di Diventerà Bellissima?

“Assolutamente sì, non potevo accettare l’idea che la classe dirigente che abbiamo costruito in questi anni si sedesse a non fare nulla, non si poteva rimanere fermi a godersi i bei risultati raggiunti, specie adesso che in tanti vedono uno sbocco. Sono certo che l’idea della seconda gamba del centrodestra potrà proseguire dopo il risultato delle europee”.

Fiducioso nel dato elettorale?

“Guardi, il 4 marzo dell’anno scorso è completamente cambiato il quadro politico italiano e le elezioni Europee lo cambieranno ulteriormente”.

Pensa di “trascinarsi” qualcuno dei suoi vecchi compagni di viaggio?

“Non voglio convincere nessuno, non faccio campagna acquisti. Io parlerò agli elettori e spiegherò con concetti chiari, come sto facendo con lei, il motivo del mio impegno in prima persona, il mio compito adesso è quello di convincere i tanti amici elettori che mi guardano con simpatia”.

Ma lei corre per vincere o per… partecipare?

“Io corro sempre per vincere, in politica tutti corrono per vincere. Il motto di De Coubertin lasciamolo per le Olimpiadi”.

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