polemiche sulla agrigento caltanissetta

Strade provinciali, “frecciate” tra Governo regionale e Governo nazionale

Governo regionale e quello nazionale si “pizzicano” sul tema delle strade siciliane, malmesse o inesistenti. Non sono passati inosservati certi passaggi della visita siciliana del premier Conte e del ministro Toninelli che ieri hanno garantito che la statale Agrigento – Caltanissetta sarà ultimata entro giugno 2020. Ma ieri era trapelata anche l’imminente nomina del super commissario che dovrà occuparsi di mettere a posto la rete stradale siciliana. E non sarà, o si pensa che che non sarà, una nomina concordata con il Governo regionale.

Oggi la replica di Musumeci con una nota istituzionale che lascia però trasparire una certa durezza. “Da quasi quattro mesi attendiamo di sapere cosa il ministro per le Infrastrutture vuole fare per affrontare la drammatica condizione della viabilità provinciale in Sicilia. Abbiamo chiesto, così come concordato con Toninelli in occasione dell’incontro avuto a Palazzo d’Orleans nello scorso novembre, il riconoscimento dello stato di emergenza; la nomina di un commissario, nella persona del presidente della Regione, con poteri straordinari che possa in pochi mesi aprire i cantieri e avviare i lavori; le risorse finanziarie integrative per far fronte alle centinaia di interventi sulle strade dell’Isola. A distanza di tre mesi ci vuol dire il ministro che cosa pensa di fare per affiancare la Regione in questa vasta operazione di riqualificazione delle strade provinciali? Quali poteri, quali risorse e quali tempi?”.

La cronaca politica fa registrare anche l’intervento dell’assessore regionale per le infrastrutture Marco Falcone: “La Sicilia, spenti i riflettori, si aspetta adesso dal Governo azioni concrete. Senza voler fare alcuna polemica va rimarcato come l’opera sia ripartita (ancorché in misura assai ridotta) esclusivamente per merito del governo Musumeci, che ha richiamato l’Anas ai suoi obblighi contrattuali nei confronti di Cmc, al fine di ottenere l’improcrastinabile riavvio dei lavori l’1 marzo, a pena anche di azioni giudiziarie. Questo era l’impegno che avevamo pubblicamente assunto il 6 febbraio e questo è avvenuto. Anas è ben consapevole di quanto tempo perduto ci sia da recuperare in Sicilia, soprattutto per quanto riguarda le grandi opere”.

Falcone entra nel dettaglio: “Ringraziamo il presidente Conte e il ministro Toninelli per la presenza, ma ci domandiamo quale soluzione, in primo luogo, verrà in concreto messa in atto per pagare le imprese creditrici di Cmc? In secondo luogo, quale soluzione per accelerare i lavori e farli ripartire a pieno regime? Quelli visitati dal presidente Conte sono solo i tre micro-cantieri Delia, Favarella, Santuzza che servono a riaprire la tratta tra Canicattì e l’ingresso di Caltanissetta. Ma il vero cuore dell’intervento sulla Ss 640, da 120 milioni di euro, impone un dispiegamento di almeno 100 mezzi e 300 maestranze al giorno, per raggiungere una produzione di lavori da 8 milioni al mese. Il Governo Musumeci non abbasserà la guardia. Dal canto suo l’Anas deve capire che i contratti si rispettano e stavolta Roma, comunque, stia serena che la Regione il contratto lo farà rispettare”.

Categorie
politica
Facebook
Video

CORRELATI