Strage di Capaci, 29 anni dopo Palermo e l’Italia non dimenticano le vittime

Ventinove anni dopo, Palermo e l’Italia non dimenticano. Il 23 maggio 1992 morirono Giovanni Falcone e Francesca Morvillo e gli uomini della scorta, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani morirono in un sanguinoso attentato sull’autostrada A29 nei pressi dello svincolo di Capaci. Un gesto barbaro che scosse l’opinione pubblica, lasciò un’impronta indelebile nella vita e nella memoria delle persone e aprì un nuovo capitolo della storia del nostro Paese.

Come ogni anno il 23 maggio a Palermo (e in tutta Italia) sarà il giorno del ricordo ma i vari “appuntamenti” legati alle celebrazioni segnano anche un parziale ritorno alla normalità dopo oltre un duro anno di lotta alla pandemia: l’anno scorso una giornata senza parate ma comunque sentita dalla gente; quest’anno una giornata più “tradizionale” (anche se anche stavolta le navi della legalità e tanti giovani da tutta Italia non potranno esserci) ma che vedrà la presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha voluto esserci nel suo ultimo anno di mandato da Capo dello Stato.

La giornata inizia alle 8.15 con una prima commemorazione al porto di Palermo, poi la cerimonia nell’aula bunker dell’Ucciardone alla presenza del Presidente della Repubblica (che poi farà visita al centro vaccinale dell’ex Fiera del Mediterraneo). Seguiranno tante iniziative civiche, culturali e musicali fino ad arrivare alle 17.58: all’albero Falcone, in via Notarbartolo, verrà eseguito il silenzio in onore delle vittime. Anche stavolta niente grandi discorsi o interventi dal palco, niente assembramenti (al di là di chi vorrà partecipare in maniera sentita e composta al momento). Semplicemente, un momento per ricordare. E non dimenticare.

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