Stromboli, notte tranquilla dopo le esplosioni: qualche lieve sisma e incendi sotto controllo

Dopo la paura e, purtroppo, la morte del 35enne Massimo Imbesi, escursionista di Milazzo, la notte appena trascorsa a Stromboli è stata relativamente tranquilla e la situazione sta tornando alla normalità.

Sono stati registrati alcuni terremoti di piccola energia, sotto magnitudo 2, probabilmente come effetto dell’assestamento del vulcano, che sono stati avvertiti, ma non hanno creato alcun danno. L’isola è coperta da detriti, pomice nera. Uno strato alto alcuni centimetri.  La zona maggiormente colpita è la frazione di Ginostra.

“Adesso – ha raccontato uno degli abitanti, Gianluca Giuffrè, all’Ansa – noi siamo già al lavoro per spalare, ma ci vogliono aiuti e braccia forti”. Sono rimasti attivi ancora dei piccoli focolai, ma anche la situazione incendi sembra sotto controllo. A tal proposito, infatti, sono al lavoro vigili del fuoco e Canadair. Gli aerei stanno operando sulle zone meno accessibili dell’isola dell’arcipelago delle Eolie. Gli incendi su Ginostra sono stati spenti da poco.

A Stromboli sono rimasti molti residenti e pochi turisti: la stragrande maggioranza degli ‘ospiti’ ha preferito lasciare l’arcipelago con traghetti e aliscafi diretti a Milazzo. In zona c’è anche la motovane Helga della Caronte & Tourist Isole Minori inviata dalla Regione Siciliana su richiesta del sindaco di Lipari come misura precauzionale nel caso in cui dovesse verificarsi la necessità di allontanamento della popolazione presente sull’Isola. Scenario, comunque, al momento escluso.

In totale sono 98 le persone che hanno lasciato Stromboli per la paura. Il direttore della società di aliscafi “Liberty Lines” Nunzio Formica ha ospitato in un albergo di Milazzo una coppia di turisti toscani che erano andati via da Ginostra e che nella fretta di lasciare l’isola hanno dimenticato nel piccolo borgo marinaro di Stromboli anche documenti e trolley.

Il sindaco di Lipari, Marco Giorgianni, ha affermato: “A Ginostra e in gran parte dell’isola è stata riallacciata la fornitura elettrica. I tecnici dell’Enel hanno lavorato anche di notte riuscendo a fare ‘ripartire’ la centrale”. Il sindaco sottolinea che “non c’è stata alcuna evacuazione”, perché, spiega, “non c’era assolutamente la necessità”. Un centinaio di persone hanno lasciato l’isola volontariamente per paura. Ma, anticipa Giorgianni, “qualcuno di loro sta ritornando per continuare a trascorre le vacanze alle Eolie”, anche grazie alla ripresa dei collegamenti navali, che sono stati anzi potenziati. I danni maggiori sono stati a Ginostra: “Una parte di quel territorio dell’isola è ricoperta da una spessa coltre di pomice, sembra uno scenario post bellico”. Ma, ribadisce, “tutto sta tornando alla normalità, bisognerà lavorare”, anche se, ammette, si percepisce ancora che “non state smaltite del tutto paura e preoccupazione”.

CHI ERA MASSIMO IMBESI – “Finalmente il mare, di nuovo il mare… quello più conosciuto e familiare però, quello che preferisco, quello della Spiaggia di Ponente di Milazzo, quello di casa….”. Così Massimo Imbesi, allievo ufficiale di coperta, 35 anni, scriveva un anno su Facebook commentando la foto del proprio attestato conseguito come allievo ufficiale di coperta. Amava il mare e i vulcani l’uomo che ieri ha perso la vita a Stromboli. La sua passione era Stromboli. “Ieri mattina – ha rivelato il già citato Gianluca Giuffrè – l’ho visto assieme a un amico, un sudamericano molto alto. Stavano andando a fare delle foto del vulcano. Non lo conoscevo bene, ma lo vedevo sempre passare per i sentieri di Ginostra per degli scatti che erano la sua passione”.

Il corpo di Imbesi è stato recuperato e portato a Milazzo, come disposto la magistratura che sta valutando se fare eseguire l’autopsia o se sarà sufficiente l’esame esterno del medico legale. Secondo quanto si è appreso, all’altezza del torace è stato rilevato un grosso ematoma che Imbesi forse si sarebbe procurato cadendo violentemente su spuntoni di pietra lavica che caratterizzano l’isola. Caduta che potrebbe essere avvenuta mentre correva per mettersi in salvo o causata da intossicazione da fumo sviluppato dagli incendi.

Maggiori particolari sulla dinamica potranno venire da un amico sudamericano che era con lui, che ieri sera era ancora sotto evidente stato di choc.

“Sono un miracolato. E mi chiedo perché sono rimasto vivo io”. Così Thiago Takeuti, il 35enne turista brasiliano sopravvissuto all’eruzione di ieri a Stromboli in cui è morto il suo compagno di escursione e suo coetaneo, Massimo Imbesi. “Dopo l’eruzione – ricostruisce – abbiamo cercato riparo in una zona dove il fuoco era già passato e pensavamo non tornasse. Ma correndo tra le pietre e i lapilli siamo caduti a terra. Respirava sempre più affannosamente. Ho provato a rianimarlo ma non c’era più niente da fare”.

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