Stupro di gruppo a Catania, Salvini: “Nessuno sconto di pena e castrazione chimica”

“Per i vermi violentatori di Catania, che hanno stuprato una turista, nessuno sconto: certezza della pena e castrazione chimica!”. Queste le dure parole espresse dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, intervenendo sul caso della violenza di gruppo contro una donna americana di 19 anni, avvenuta nella città etnea.

Ad essere fermati sono stati tre ragazzi italiani: Roberto Mirabella, di 20 anni, Salvatore Castrogiovanni e Agatino Spampinato di 19. La vittima è una 19enne statunitense che da circa tre mesi era a Catania come babysitter alla ‘pari’ in una famiglia. Gli abusi sarebbero stati commessi giovedì scorso, 21 marzo, in un’auto dopo che la ragazza era stata accompagnata a bere in locali della ‘movida’ della città e ripresi dai tre coi loro telefonini.

Sono stati identificati grazie a un video che la ragazza aveva girato con loro in un locale del centro e da quello inviatole l’indomani da uno dei violentatori che la invitava a uscire ancora insieme. Il fermo è stato emesso dalla Procura di Catania e poi convalidato dal Gip che ha disposto per i tre la detenzione cautelare in carcere.

I giovani, che vivono nel quartiere periferico di Librino, negano le violenze e le loro avvocate, Monica Catalano e Maria Luisa Ferrari, contestano al procuratore aggiunto Marisa Scavo e al pm Andrea Ursino che, la sera della violenza, ci sia stata una “caccia alla preda erotica”. Secondo le legali, “le cose non stanno così come sintetizzate dall’accusa” e si rivolgeranno al tribunale del Riesame per chiedere la scarcerazione dei loro assistiti. “La verità negli atti è un’altra e noi siamo certi di poterlo dimostrare. Nell’ordinanza c’è solo la versione della ragazza, che presenta tante lacune e contraddizioni. Ma non possiamo dire altro per il momento”.

INCIDENTE PROBATORIO: Intanto la Procura di Catania ha richiesto e ottenuto dal Gip Simona Ragazzi un incidente probatorio con la deposizione della 19enne statunitense che dovrebbe nei prossimi mesi tornare appositamente in Italia. Il provvedimento è stato notificato alle parti.

LA RAGAZZA È TORNATA A CASA – È già partita per gli Stati Uniti, dove ha raggiunto la madre e la sorella, la 19enne americana. Lo ha confermato il suo legale, l’avvocato Mirella Viscuso, che non ha avuto modo di parlare con la sua cliente perché “aveva già un biglietto aereo” per gli Usa. La vittima della brutale aggressione era stata già stuprata nel suo Paese d’origine, conferma la penalista, come riportato nell’ordinanza cautelare emessa dal Gip. È  la vittima a mettere a verbale che, sintetizza il Gip, ha “subito altre volte abusi o comunque molestie sessuali”.

“Nei prossimi giorni – annuncia l’avvocato Mariella Viscuso – invierò una mail alla mia assistita per spiegarle come funziona il sistema giudiziario italiano. Dovrà ribadire la sua testimonianza o in un incidente probatorio, che cristallizza le prove, o tornare in Italia e testimoniare nel processo. Un’altra strada percorribile potrebbe essere una rogatoria internazionale. Vedremo”.

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