Sussidi Covid e rispetto della privacy, sanzionato il Comune di Palermo

Il Comune di Palermo è stato sanzionato dal Garante per la Privacy con una multa da 40 mila euro “per non aver protetto adeguatamente i dati personali dei cittadini che richiedevano sussidi alimentari”. Nè da notizia il garante nella sua newsletter ufficiale.

Nello stabilire l’entità della sanzione l’Autorità (pur considerando la necessità di fronteggiare con urgenza il disagio della pandemia) ha tenuto conto del fatto che la violazione ha interessato un numero elevato di cittadini in stato di bisogno (circa 18.000) e si è protratta per circa due mesi.

Nel reclamo presentato al Garante, un cittadino lamentava che un operatore di un’associazione aveva potuto accedere alla sua domanda di buoni spesa per l’emergenza Covid senza esserne autorizzato e visualizzare i suoi dati personali. “La condizione di fragilità economica – afferma il garante va tutelata anche sul piano della riservatezza e il titolare del trattamento è tenuto a rispettare i principi in materia di protezione dei dati fin dalla progettazione dei sistemi e per impostazione predefinita”.

Per assistere gli utenti nella compilazione delle richieste di sussidi, il Comune si era avvalso del supporto di soggetti esterni (Enti del Terzo Settore, Sindacati e Parrocchie, c.d. OpT) che aveva accreditato ad usare la piattaforma informatica di gestione dei sussidi, accessibile dal sito comunale. “In base alla documentazione acquisita, l’Autorità ha accertato che era possibile, per un operatore di qualsiasi organizzazione accreditata, consultare tutte le pratiche inserite nella piattaforma del Comune e visualizzare i dati anagrafici e la fascia economica Isee dei richiedenti, senza registrare le operazioni di consultazione effettuate, con conseguente impossibilità di identificare gli utenti che avevano effettuato le predette consultazioni”, si legge.

“Il Comune aveva infatti rilasciato, di base, a ciascuna OpT un’unica utenza di accesso, che l’organizzazione faceva utilizzare a tutti i propri addetti. Qualunque operatore poteva così accedere ai dati di tutte le domande, anche presentate presso altri OpT e che avevano già completato l’iter previsto. La funzione di ricerca dei beneficiari, prevedeva l’inserimento dei soli primi tre caratteri del codice fiscale, rendendo così facilmente accessibili per un numero elevato di posizioni, le informazioni relative alla condizione di fragilità dei richiedenti i sussidi”.

COVID IN SICILIA, I DATI DEL 18 MAGGIO 

MUSUMECI RILANCIA IL TURISMO IN SICILIA

COVID IN SICILIA, TRE ZONE ROSSE PROROGATE

PALERMO, NUOVO PADIGLIONE IN FIERA: VACCINI H24

Categorie
attualità
Facebook

CORRELATI