Taglio pensioni ex dipendenti Ars, Micciché: “Recepimento norma nazionale, obbligo di legge”

Sul taglio delle pensioni superiori a 100 mila euro lordi annui, degli ex dipendenti del parlamento siciliano, che ieri pomeriggio sono stati votati dall’Ufficio di presidenza dell’Ars, si sono registrate una serie di “paternità” attraverso comunicati e social per farsi pubblicità. Una nota del Presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè chiarisce i contorni: “Il Consiglio di Presidenza dell’Ars ha soltanto recepito la legge nazionale che prevede il taglio delle pensioni superiori a 100 mila euro lordi l’anno degli ex dipendenti dell’Assemblea regionale siciliana, a decorrere dal primo gennaio 2019 e per la durata di 5 anni. Quella del M5S è un’esultanza fuori luogo, perché il Consiglio di Presidenza ha votato all’unanimità”.

Il riferimento di Miccichè “sull’esultanza del M5s”, senza mai nominarlo  è rivolto a Cancelleri che su facebook aveva esultato anche sul fatto che le somme risparmiate “dal prossimo anno saranno  inserite nel bilancio della Regione e noi -aveva proseguito il deputato regionale- staremo attenti e monitoreremo al meglio affinchè queste somme vengano spese al meglio”.

Invece le cose non stanno proprio così perchè le somme “risparmiate” in questi cinque anni dovranno essere accantonati in un capitolo dell’ARS e non potranno essre utilizzate nel dall’Ars ne dal governo Musumeci.

“Il legislatore nazionale – continua il presidente Miccichè – avendo alcuni dubbi sulla costituzionalità della norma, ha previsto che gli enti erogatori delle pensioni creassero un apposito fondo dove trasferire i risparmi, che nella fattispecie verranno accantonati in un capitolo del bilancio dell’Assemblea regionale. Pertanto, la Regione dovrà continuare a versare all’Ars le intere somme per i pensionati. Non ci sarà nessun risparmio per i cittadini, perché sono accantonamenti che per qualche anno rimarranno improduttivi”.

Il comma 265 dell’articolo 1 della Legge di Stabilità per il 2019 recita: “Presso l’Inps e gli altri enti previdenziali interessati sono istituiti appositi fondi denominati «Fondo risparmio sui trattamenti pensionistici di importo elevato» in cui  confluiscono i risparmi derivati dai commi da 261 a 263.  Le somme ivi confluite  restano accantonate”.

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