Tangenti nella sanità, l’ex manager Fabio Damiani confessa: “Le ho intascate”

Rischiano di innescare un nuovo terremoto giudiziario le parole di Fabio Damiani. L’ex manager dell’Asp di Trapani e responsabile della Centrale unica di committenza della Regione siciliana, ha infatti confessato di aver intascato delle tangenti e le sue dichiarazioni risalirebbero a due distinti interrogatori (del 20 e 26 novembre).

Damiani è tra le persone coinvolte nell’inchiesta “Sorella Sanità”, che ha portato a dieci arresti e che nei giorni scorsi è entrata in una fase cruciale sul fronte processuale: in tre hanno hanno patteggiato, mentre altri 6 hanno scelto il rito abbreviato (tra questi anche Damiani e Antonio Candela, ex commissario dell’Asp di Palermo e coordinatore della struttura regionale per l’emergenza Covid al momento dell’arresto).

L’inchiesta avrebbe svelato un giro di mazzette da oltre 600 milioni di euro per pilotare diverse gare di appalto in forniture e servizi. Il primo a raccontare i dettagli della vicenda era stato l’imprenditore Salvatore Manganaro, agrigentino, che ha ottenuto gli arresti domiciliari e ha patteggiato 4 anni e 2 mesi.

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