Tar Sicilia, Ferlisi: “Diminuiti i ricorsi arretrati, il quadro normativo resta caotico”

Si è svolta presso il Tar Sicilia la cerimonia inaugurazione dell’anno giudiziario nel capoluogo siciliano. La cerimonia si è aperta con il ricordo di Guglielmo Serio e Giorgio Giallombardo (ex presidenti del Tar, scomparsi nei mesi scorsi) ma anche dell’assessore Sebastiano Tusa (scomparso in Etiopia) ed è stata l’occasione per fare il punto della situazione sullo stato di salute della giustizia amministrativa.

L’intervento e la relazione del presidente Calogero Ferlisi parte dalle cifre e dai dati relativi ai ricorsi presentati, con un tasso di produttività elevato nonostante (afferma Ferlisi) la “perdurante penuria di personale e mezzi”: “L’attuale dotazione organica dei magistrati, formata da 20 unità presenta otto scoperture (in servizio 12 magistrati)”. Sul fronte del personale amministrativo a essere occupati sono invece 27 dei 36 posti in organico (con una scopertura pari al 25%).

In particolare si sottolinea il trend positivo per quanto concerne l’arretrato, anche in vista dell’anno 2019: “Sono stati definiti 3.138 procedimenti a fronte di 2.634 ricorsi presentati con un ulteriore abbattimento dell’arretrato, pari all’1 per cento del totale: a fronte di 9.175 ricorsi pendenti il primo gennaio del 2018 al 31 dicembre scorso erano solamente 7.671”.

Sul fronte della produttività Ferlisi sottolinea: “I procedimenti definiti con sentenza sono stati 2.355. L’adozione di sentenze semplificate ha continuato a dare un considerevole contributo alla produttività dell’ufficio, essendo pari a oltre il 10% del totale delle sentenze di merito, sebbene il dato sia sensibilmente inferiore a quelle dell’anno passato (25,66% delle decisioni). Le sentenze di rito ordinario sono state 796 su 2.355, ossia il 34%”.

Si riduce fortemente il numero di ricorsi pendenti (si passa da 4.206 nel 2014 a 2.634 nel 2018): le due materie principalmente trattate restano  l’edilizia e l’urbanistica con 655 ricorsi e l’ottemperanza con 492 ricorsi (che insieme rappresentano circa il 43% del totale). Cala inoltre il contenzioso amministrativo nelle due sedi di Catania e Palermo, sia per gli elevati costi sia per la deviazione di molti ricorsi al Tar del Lazio. Un fatto che spinge Ferlisi ad una riflessione sull’estrema ampiezza del contenzioso ormai sottratto ai Tribunali amministrativi locali, che ormai scoraggia “l’accesso alla giustizia amministrativa di primo grado da parte dei cittadini, delle imprese e degli enti con sede in Sicilia”.

Ferlisi inoltre critica il quadro normativo attuale definendolo “sovrabbondante, disorganico e mutevole”, che presenta “particolari criticità” e viene definito “ostativo all’azione veloce ed efficace degli altri poteri dello Stato tanto di quella amministrativa, quanto di quella giurisdizionale”.

Secondo il presidente del Tar Sicilia l’azione di governo e le decisioni della magistratura denotano un elevatissimo grado di incertezza giuridica e come esempio vengono citate la materia degli appalti, “oggi regolata dal decreto legislativo 50/2016, già ampiamente rimaneggiato ed ora, si dice oggetto di un’ulteriore radicale riforma” ma anche le misure amministrative antimafia, tra cui le interdittive prefettizie, che secondo Ferlisi presentano “non poche asperità e forse anche aspetti problematici di natura dottrinaria e dogmatica”.

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