Franco Zeffirelli con Joan Sutherland a Palermo nel 1961.

Teatro Massimo, alla prima di ‘Pagliacci’ il ricordo di Zeffirelli / VIDEO

Un incipit languido e triste per la prima di ‘Pagliacci’ ieri sera – sabato 15 giugno – al Teatro Massimo.

La foto di Franco Zeffirelli, scomparso ieri mattina, ha accolto il pubblico sotto la scalinata e sul podio Daniel Oren lo ha ricordato con sincera tristezza. Poi dopo un lunghissimo applauso il prologo dei ‘Pagliacci’, con un suono vibrante, appassionato, come Oren desidera.

L’opera è stata eseguita in un atto unico, da sola, come Zeffirelli aveva suggerito a Giambrone, nel suo periodo fiorentino. La scena rappresenta un circo all’aperto, in Calabria, nel disegno solare di Maurizio Balò che firma anche i costumi, anni ’60, con i tubini a pois e le gonne larghe.

La direzione dolente di Oren fa da contrasto drammatico all’atmosfera gioiosa dei pagliacci, in procinto di andare in scena. Ma qui abbiamo un doppio delitto e, come si direbbe oggi, un femminicidio. Gelosia, rancore, tradimenti, tutti i sentimenti forti che vengono recitati, “mentre presi dal delirio”.

Gli interpreti sono eccellenti, da Martin Muehle (Canio) a Valeria Sepe (Nedda) al baritono Amartuvshin Enkhbat, nel ruolo di Tonio. Applausi calorosi e convinti. Si replica fino al 23 giugno.

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