Terrana (UDC): “Piccole e medie imprese in difficoltà, servono interventi rapidi”

Intervenire rapidamente a sostegno degli imprenditori Italiani, i piccoli imprenditori e le piccole e medie imprese. Lo chiede l’onorevole Decio Terrana, coordinatore regionale dell’Udc Italia per la Sicilia, che ha oggi trasmesso una nota ufficiale alle associazioni di categoria per le PMI ed al gruppo parlamentare dell’UDC Italia al Senato.

Nella nota, trasmessa infatti all’ABI (Associazione Bancaria Italiana), a Confcommercio, a Confindustria, a Confimpreditori ed ad AssoImprese, oltre che al segretario nazionale dell’UDC Lorenzo Cesa ed a tutto il gruppo parlamentare dell’UDC Italia, sottolinea come le imprese siano state abbandonate dalle banche, dallo Stato e dalle istituzioni, invitando ad un rapido intervento sulle leggi che regolano le discipline bancarie per sollevare le PMI dalle difficoltà economiche che sono costrette ad affrontare.

“Le piccole e medie aziende sono da sempre punto di riferimento dell’economia italiana ed hanno contribuito a portare l’Italia ad essere una delle maggiori potenze economiche del dopoguerra – afferma Terrana – non è possibile alcune realtà sociali e politiche hanno “ridisegnato” l’imprenditore come un demone ricco ed approfittatore. I nostri imprenditori da anni lottano contro una burocrazia sempre più complessa, contro soluzioni economiche da parte dello Stato che stanno estinguendo il tessuto imprenditoriale italiano”.

“Vorrei che tutti noi, e la classe dirigente politica prima di tutto, prenda subito in mano la situazione – conclude il coordinatore dell’UDC – regolando, con nuove ed immediate disposizioni di legge, adeguate politiche istituzionali che tornino a garantire la serenità e la produttività dei nostri imprenditori italiani”

Nella nota, si legge, vengono anche avanzate alcune modifiche ritenute fondamentali per la garanzia dell’imprenditore e delle PMI:

– Eliminare la possibilità che la banca possa revocare i fidi già concessi con effetto immediato e senza motivazioni alcune; nei casi più complessi dare almeno la possibilità di revocarli con eventuali piani di rientro in 5 anni, senza che i creditori siano iscritti con immediatezza al C.A.I., impedendogli ogni attività di sorta e facendo in modo che possano comunque rimanere attivi nel circuito bancario;

– Eliminare la penale del 10% del valore facciale degli assegni bancari versati e non pagati. Tutto ciò in atto configura un’usura legalizzata che andrebbe eliminata immediatamente;

– Garantire l’apertura di un conto corrente a tutti i cittadini, anche coloro che risultano iscritti al C.A.I. o all’elenco ufficiale dei protesti.

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