terremoto, regione chiede soldi al ministero

Terremoto, la Regione chiede al Ministro i soldi per due scuole gravemente lesionate

La Regione non vuole perdere tempo per la messa in sicurezza di alcuni edifici scolastici che hanno subito danni rilevanti con il terremoto che ha colpito la zona dell’Etna e molti paesi della provincia di Catania nella notte tra il 25 e il 26 dicembre. Come anticipato da L’Opinione della Sicilia, il dipartimento regionale della Protezione Civile ha fatto numerosi accertamenti tecnici e ha verificato le condizioni di molti edifici, scuole e chiese, con una relazione sulle situazioni più critiche.

E così il presidente della Regione ha già annunciato che chiederà un sostegno finanziario al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti per gli interventi più urgenti. Sono due le scuole gravemente lesionate e inutilizzabili e altre quindici necessitano di opere di ripristino e consolidamento. L’urgenza riguarda i plessi “Pennisi” e “Piano d’Api” dell’Istituto comprensivo “Giovanni XXIII” di Acireale che dovranno essere realizzati in altro e più sicuro luogo.

“Così come avvenuto in precedenza per gli eventi sismici e alluvionali di Biancavilla e Corleone – evidenzia il presidente Musumeci – anche in questa circostanza, nell’ambito della più generale valutazione dei danni, abbiamo voluto riservare pronta e particolare attenzione alla situazione degli edifici scolastici. Puntiamo a reperire rapidamente, in sinergia con il Governo centrale, che nell’immediatezza ha già assicurato uno stanziamento di venti milioni di euro, le risorse necessarie a ripristinare la regolarità delle attività didattiche, limitando al massimo i disagi derivanti dalla chiusura temporanea di scuole danneggiate e dalla conseguente attivazione transitoria del doppio turno, che rappresenta un’evidente difficoltà tanto per gli alunni quanto per le loro famiglie”.

“Già a poche ore dall’evento sismico – aggiunge l’assessore regionale all’Istruzione Roberto Lagalla – il ministro Bussetti aveva dichiarato il proprio intendimento di sostenere l’azione di ricostruzione attraverso un diretto intervento del proprio ministero, specificamente rivolto alle scuole danneggiate, così come già avvenuto nei casi di Biancavilla e Corleone. Confidiamo che l’apprezzato impegno possa concretizzarsi da qui a breve, così da rendere sinergica e proficua l’azione integrata del governo nazionale e di quello regionale a favore della popolazione colpita e, nel caso specifico, delle comunità scolastiche».

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