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Tonnara di Favignana a rischio chiusura / LE REAZIONI

Ecco le reazioni suscitate dal decreto del Ministero delle politiche agricole a proposito delle quote tonno che penalizza gravemente la tonnara di Favignana.

MILAZZO (FORZA ITALIA): “La qualità e la quantità del tonno rosso in Sicilia non possono essere essere intaccate da un decreto ministeriale a trazione leghista, che assegna le quote individuali di cattura tra gli impianti di tonnare fisse, non tenendo conto dell’importanza che riveste per il nostro territorio, la Tonnara di Favignana. Nella campagna elettorale appena conclusa, ho fortemente trattato dell’argomento quote tonno, perché penso che in Europa, si debba tutelare un comparto che per l’economia isolana non è marginale. Piuttosto che ridurle, invocando principi di ripartizione equi, occorre incrementarle, attraverso serie azioni a tutela del pescato. Il mio impegno in Europa sarà in questa direzione, affinché non si pensi più alla Sicilia come terra di conquista, bensì come un’Isola da tutelare nelle sue tradizioni, anche e soprattutto per il comparto Pesca, contribuendo a debellare la minaccia delle frodi, che tanti danni arrecano alla salute e alla qualità del nostro tonno rosso”. A riferirlo è il Capogruppo di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana, Giuseppe Milazzo.

GERMANÀ E SCOMA (FORZA ITALIA) – “Dopo gli sforzi della giunta Musumeci per rilanciare la storica tonnara di Favignana, il governo ne ha di fatto disposto la chiusura per via del ricalcolo delle quote tonno previsto per la Sicilia. Una ripartizione iniqua che rischia di affossare il settore ittico e di provocare la chiusura di un’attivita’ storica come quella di Favignana”. Così, in una nota, i deputati di Forza Italia Nino Germanà e Francesco Scoma. “Presenteremo un’interrogazione parlamentare – aggiungono – per provare a salvaguardare l’indotto ittico dell’intera Sicilia, per inchiodare il governo alle proprie responsabilita’ e per sollecitare l’esecutivo a rivedere questa nuova e assurda ripartizione delle quote effettuata in barba ai regolamenti comunitari. Non consentiremo venga mortificato un territorio in cui la pesca rappresenta un tassello fondamentale per l’economia della regione e pretendiamo dal governo i medesimi sforzi messi in campo per risolvere l’annosa questione delle quote latte che interessava altre aree del paese”.

CORRAO (MOVIMENTO CINQUE STELLE) – “Chiedo l’intervento immediato del Ministro dell’Agricoltura Centinaio affinché ritiri e modifichi il decreto di assegnazione delle quote tonno. La ripartizione alla Sicilia delle quote tonno da parte del Ministero segue logiche folli ed evidentemente lontane dal buon senso. Fatto sta che non può essere uccisa così la storica tonnara di Favignana. Sono molto dispiaciuto del fatto che i cittadini favignanesi pur avendo riposto una grande fiducia anche in termini di consenso elettorale verso la Lega del Ministro Centinaio, oggi subiscano un danno proprio ad opera dei rappresentanti politici cui avevano riposto la loro fiducia”. A dichiararlo è l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao. “L’isola – spiega Corrao – aspettava da tempo il rilancio economico grazie ad un’attività millenaria come la pesca del tonno e l’impegno dell’azienda Castiglione aveva ridato speranza per la riapertura della tonnara dopo anni di stop. Il recente decreto che assegna solo 14 striminzite tonnellate alla tonnara di Favignana è di una gravità inaudita, perché ne decreta la fine immediata, a fronte di una quota precedentemente prevista di 84 tonnellate necessarie per la sostenibilità economico finanziaria. Se non verranno presi provvedimenti immediati, investirò della questione direttamente la Commissione UE per valutare l’eventuale violazione del Regolamento UE che prevede l’assegnazione di quote che garantiscano la sostenibilità economica e finanziaria dell’attività di pesca della tonnara”.

BONGIORNO (SICINDUSTRIA) – “Chiederemo al ministro un provvedimento urgente per scongiurare gli effetti catastrofici del decreto emanato ieri. Curioso che il principio di equità, sottolineato più volte nelle premesse del decreto, venga poi usato per giustificare un’assegnazione tardiva e che penalizza soltanto la Sicilia. Infatti, alle aziende sarde sarà assegnata una quota per circa 340 tonnellate a fronte delle 14 tonnellate assegnate alla Sicilia”, ha affermato Gregory Bongiorno, vicepresidente di Sicindustria.

PIVETTI (UNIONE MONARCHICA ITALIANA) – “La Tonnata di Favignana muore. Il Sottosegretario Manzato, leghista di Oderzo, che probabilmente nemmeno sa cosa sia una tonnara e cosa attorno ad essa gira, ha decretato che la quota tonno di Favignana può fermarsi a 14 tonnellate. È gravissimo ed è mortificante per tutta la Sicilia. L’Unione Monarchica Italiana aveva visto bene, durante la campagna per le europee, nel dissuadere i propri iscritti e simpatizzanti dal votare Lega o M5S. Di tutta evidenza che a parole ‘prima gli italiani’ nei fatti ‘prima noi e poi il sud’. Il Ministro ponga rimedio ed il sottosegretario si dimetta vista la palese inadeguatezza”. Così Michele Pivetti, presidente per la Sicilia dell’Unione Monarchica Italiana.

LO CURTO (UDC) – “La vicenda della tonnara di Favignana costretta a chiudere per la scelleratezza di un decreto varato da un sottosegretario leghista è l’emblema di come Salvini & co intendano ripagare i siciliani per i consensi ricevuti alle ultime elezioni europee. La riduzione delle quote tonno per Favignana è un volgare sfregio all’economia del nostro territorio. È il piatto avvelenato che viene servito in salsa leghista all’azienda “Nino Castiglione”, realtà imprenditoriale strategica che era riuscita a riaprire la tonnara restituendo a Favignana e al tutto il trapanese storia, identità, cultura e speranza di futuro. Oggi la Lega di Salvini assesta un colpo mortale a questi imprenditori e a tutti noi che crediamo fortemente nella ripresa della pesca del tonno rosso, mentre i giapponesi fanno incetta del nostro prezioso prodotto ittico con i loro sistemi satellitari e le tonnare volanti. Tutto questo avviene nell’assordante silenzio dei Cinquestelle che dopo avere “pescato” molti voti proprio nella nostra regione li svendono pur di conservare il loro ruolo di governo ancorché gregari e sottomessi al padrone padano. Esprimo sdegno ed indignazione per questo scippo ricordando la battaglia fatta durante la mia prima legislatura per fare approvare la legge che abolisce i diritti esclusivi di pesca nel mare di Sicilia per i quali i tonnaroti fino a quel momento pagavano l’affitto del mare alla famiglia Parodi di Genova. La protesta dei tonnaroti con in testa il compianto rais Gioacchino Cataldo arrivò a Palazzo dei Normanni grazie a me, comprai io le cravatte per farli entrare in parlamento ed assistere all’approvazione della legge. Oggi alle cravatte la lega sostituisce il cappio con cui uccide una storica attività, fiore all’occhiello della cultura marinara del nostro territorio. W la Sicilia e i leghisti di Sicilia”. Così Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

VARCHI (FRATELLI D’ITALIA): “A che serve il coraggio di un imprenditore come Nino Castiglione che aveva riaperto l’attività più identitaria e tradizionale dei mari siciliani come quella legata alla tonnara di Favignana quando la politica non fa la sua parte?”. Se lo chiede la deputata nazionale di Fratelli d’Italia Carolina Varchi. “Per avere una sostenibilità d’impresa – ha aggiunto – la tonnara di Favignana potenzialmente ha bisogno di una autorizzazione di almeno una quota compresa tra 100 e 140 tonnellate. L’impresa Castiglione con 14 tonnellate non ce la può mai fare. Ciò dimostra la distanza siderale tra il governo nazionale gialloverde dalla Sicilia e dai problemi dei siciliani e delle imprese dell’Isola. Tonnara di Favignana significa per i siciliani tradizione, identità, mare e attività produttive ad esso collegate. Interrogherò il Ministro competente per sapere se intenda tornare sui suoi passi”, ha concluso la Varchi.

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