Licata, Tardino ha ucciso a sangue freddo. Il sindaco proclama il lutto cittadino

Dai suoi occhi traspariva il suo desiderio di apprendere e di vivere“. Sono le parole di una professoressa della piccola Alessia Tardino, uccisa dallo zio insieme al fratellino e ai genitori.

Una tragedia immane che continua a scuotere la Sicilia e non solo. Il folle gesto di Angelo Tardino, che alle 6.30 di mercoledì mattina ha messo fine alla vita di quattro persone (tra cui i due nipotini di 11 e 15 anni) prima di rivolgere la pistola verso di sé, rimane un dolore enorme per Licata.

Oggi è stato dato incarico al medico legale di procedere con l’autopsia per fare maggiormente luce sulla vicenda, intanto i carabinieri hanno accertato che anche Diego Tardino (fratello dell’omicida) era in possesso di un’arma da fuoco: una pistola regolarmente detenuta e conservata sotto chiave in una cassaforte.

Nell’abitazione erano presenti anche un fucile e una carabina. Il sindaco di Licata, Pino Galanti, ha proclamato il lutto cittadino per le vittime di via Riesi. Secondo le ultime ricostruzioni il tutto sarebbe scaturito da una lite nata per il possesso di alcune proprietà: mercoledì, infatti, Angelo e Diego Tardino hanno avuto un battibecco acceso, per l’ennesima volta.

Lo scontro è degenerato e l’omicida – che aveva con sé parecchie pistole – ha agito seguendo il copione di quello che sembra un vero film horror: dopo aver ucciso il fratello ha infatti perlustrato stanza dopo stanza uccidendo i restanti membri della famiglia.

In seguito ha cominciato a vagare per la città in stato confusionale prima di essere contattato dai carabinieri che gli hanno consigliato di costituirsi. A quel punto l’uomo, che inizialmente sembrava essersi convinto, ha esploso un colpo nella sua direzione. Inutili i soccorsi e la corsa in ospedale.

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