Trapani calcio, anche il Tar respinge il ricorso contro la retrocessione in serie C

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso con il quale il Trapani contestava tutti gli atti emanati dalla Figc relativi alla penalizzazione di due punti per il mancato pagamento degli stipendi di gennaio e febbraio entro il 16 marzo scorso: punti decisivi per la retrocessione in serie C.

Il Trapani si era già appellato senza fortuna alla giustizia sportiva Calcio e successivamente al Collegio di Garanzia dello Sport, con uguale esito.

Il Tar ha risposto alla tesi secondo la quale il Consiglio Federale e la Lega Nazionale avrebbero illegittimamente limitato il prossimo campionato di Serie B a sole venti squadre, in assenza di un’espressa delibera che li abilitasse a tale riduzione. Il motivo è stato ritenuto “privo di pregio”, giacché “la norma conferisce espressamente, in via generale e senza ulteriori specificazioni, al Consiglio Federale il potere di modificare con delibera l’ordinamento dei campionati”.

Per i giudici poi emerge chiaramente “come il Consiglio Federale abbia deliberato che il campionato di Serie B relativo alla stagione 2019/2020 si sarebbe dovuto concludere, relativamente alle retrocessioni, con retrocessione diretta al Campionato di Serie C delle squadre classificate all’ultimo, penultimo e terz’ultimo posto. La società ricorrente si è classificata al terzultimo posto ed in esecuzione delle delibere sopra citate deve retrocedere alla serie inferiore”.

Ultimo punto di ricorso, quello relativo alla tesi secondo la quale la retrocessione sarebbe stata illegittima in virtù del fatto che la stagione sportiva 2019/2020 è stata pesantemente influenzata dall’emergenza Covid. Per il Tar “i profili di irragionevolezza, illogicità manifesta e contraddittorietà denunciati non sono supportati da valide argomentazioni, dovendo al riguardo rilevarsi che tutte le squadre del campionato di Serie B hanno dovuto affrontare e risolvere problematiche legate alla disputa di gare ravvicinate, ovvero al clima più caldo dei mesi di luglio ed agosto, ovvero ancora alle frequenti trasferte” e “appare ragionevole che i competenti organi dell’ordinamento sportivo abbiamo cercato di limitare i danni e gli stravolgimenti inevitabilmente connessi al repentino scoppio dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, tentando, per quanto possibile, di concludere la stagione in corso (2019/2020) secondo le regole prefissate, anche al fine di evitare inevitabili effetti ‘a catena’ sulle stagioni successive”.

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