Tre leggi regionali impugnate da Roma. M5S: “Ennesimo sfregio del governo Musumeci”

Il Consiglio dei Ministri (su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini) ha impugnato tre leggi regionali emanate dall’Ars nel 2021: si tratta delle leggi n°17 e 18 del 2021 (emanate il 21 luglio) e la n°19 (emanata il 29 luglio). Spicca in particolare l’impugnazione della legge numero 19, che sostanzialmente prevede una sanatoria sugli abusi compiuti nelle aree sottoposte a vincolo relativo.

La legge della Regione Siciliana n. 17 del 21/07/2021 “Termine ultimo per la presentazione delle istanze di proroga delle concessioni demaniali marittime” viene impugnata “in quanto talune disposizioni in materia di tutela del paesaggio, eccedendo dalle competenze attribuite alla Regione Siciliana dallo Statuto speciale di autonomia e ponendosi in contrasto con le norme di grande riforma economico sociale costituite dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, violano gli articoli 3, 9 e 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione”.

La legge della Regione Siciliana n. 18 del 21/07/2021 “Modifiche all’articolo 6 della legge regionale 21 ottobre 2020, n. 24”, viene impugnata in quanto “talune disposizioni in materia di pubblica sicurezza, eccedendo dalle competenze attribuite alla Regione Siciliana dallo Statuto speciale di autonomia e ponendosi in contrasto con la normativa statale, violano l’art. 117, secondo comma, lett. h), della Costituzione”.

La legge della Regione Siciliana n. 19 del 29/07/2021 “Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2016, n. 16 in materia di compatibilità delle costruzioni realizzate in aree sottoposte a vincolo”, viene impugnata “in quanto talune disposizioni in materia di condono edilizio, eccedendo dalle competenze statutarie, si pongono in contrasto con la normativa statale e con le norme di grande riforma economico-sociale in materia di tutela del paesaggio e di uniformità delle prestazioni essenziali, violando gli articoli 3 e 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione”.

IL COMMENTO DEL MOVIMENTO 5 STELLE

“E’ stata impugnata dal Consiglio dei ministri la legge regionale sulle aree paesaggistiche che dava il via libera all’ennesimo scempio ambientale”. Lo affermano – con riferimento specifico alla legge regionale numero 19 – i deputati M5S della commissione Ambiente dell’Ars, Giampiero Trizzino, Stefania Campo e Stefano Zito, che definiscono “un condono edilizio che avrebbe consentito agli immobili totalmente abusivi, costruiti in aree di valore paesaggistico, di potere rimanere esattamente dove sono”. “Siamo felici che Roma, come avevamo chiesto con tanto di nota ufficiale, abbia messo una toppa, una grande toppa, alle spregiudicatezza del governo Musumeci che continua, con i fatti, a dimostrarsi il nemico numero uno dell’ambiente”.

“Sarebbe stato – afferma Trizzino – un caso unico nel panorama italiano ed è per questo che eravamo più che convinti che fosse assolutamente illegittimo: da qualsiasi altra parte, immobili di questo tipo vengo abbattuti, ordinando al responsabile il ripristino dei luoghi. Roma ha dato ragione a noi e torto ad un governo che di ambientalista non ha assolutamente nulla. In Sicilia la politica con la ‘p’ minuscola aveva deciso che se hai commesso un reato, puoi farla franca. Alla faccia di chi rispetta le regole e paga le tasse. Qualcuno dica a Musumeci che le legge è uguale per tutti. Anche in Sicilia”.

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