Tredici miliardi di investimento, ecco il piano operativo di Rfi per le ferrovie siciliane

Tredici miliardi di investimento, notevole riduzione dei tempi di percorrenza sulle principali tratte, interventi di potenziamento infrastrutturale, notevole salto di qualità tecnologico con la realizzazione di tre vere e proprie “cabine di regia” per gestire meglio il traffico ferroviario, eliminazione di numerosi passaggi a livello e riqualificazione a medio termine di numerose stazioni ferroviarie siciliane che saranno adeguate secondo più moderni criteri di sicurezza e confort.

C’è tutto questo nel piano di investimenti di Rfi, Rete Ferroviaria Italiana, società del gruppo Ferrovie dello Stato, che punta a una rivisitazione della rete ferroviaria siciliana, decisamente carente allo stato attuale.

Uno dei principali investimenti, circa 8 miliardi, sarà dedicato al collegamento Palermo – Catania – Messina che è parte integrante del Corridoio europeo TEN-T Scandinavo-Mediterraneo: a regime sarà possibile coprire la tratta in circa 2 ore e mezza grazie alla possibilità di percorrere alcuni tratti alla velocità di 250 chilometri all’ora. L’obiettivo è percorrere in un’ora e 50 minuti il tratto Palermo – Catania e in 45 minuti il segmento Catania – Messina dove sono previsti raddoppi della linea ferrata.

Altri lavori importanti sono previsti sulla linea Palermo – Catania, tra Bicocca e Catenanuova (già pubblicato il bando di gara). Sulla linea Palermo – Messina sono invece previsti nuovi raddoppi tra Ogliastrillo e Castelbuono.

A Palermo dovrà essere completata l’ultima parte dei lavori relativi al Passante Ferroviario, dopo che nel 2018 sono stati riattivati i collegamenti tra la Stazione Centrale e l’aeroporto di Punta Raisi.

Altri interventi di velocizzazione saranno effettuati sulla Catania – Siracusa, tra Bicocca e Targia. Entro quattro anni verrà ripristinato a regime il collegamento tra Caltagirone e Gela (c’è da ricostruire un ponte demolito e da consolidare quelli attualmente esistenti). Previsto anche l’accorciamento dei tempi di percorrenza tra Palermo e Trapani.

Un capitolo di investimenti è dedicato allo Stretto di Messina dove dal 2020 potrebbe già entrare in funzione una nuova nave, “gemella” della Trinacria che già opera i collegamenti tra la Sicilia e la Calabria dal 2018.

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