“Troppo rumore, calcio vietato in oratorio”: a Palermo il giudice dà ragione ai condomini

Il calcio (e in generale lo sport) per i giovani che frequentano l’oratorio della parrocchia Santa Teresa del Bambin Gesù è “vietato” fino a data da destinarsi. É la diretta conseguenza di una sentenza del giudice civile di Palermo che ha accolto l’istanza di cinque condomini, dopo una denuncia presentata nel maggio 2017, che contestano la “rumorosità intollerabile” causata dalle fasi di gioco sul campetto dell’oratorio, dall’uso dei palloni a quello di impianti di amplificazione.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Agi, alla parrocchia viene chiesto ora di intervenire per insonorizzare le mura del campetto e renderlo di fatto una bolla di gommapiuma per non dare disturbo al vicinato. La prima stima degli interventi è di circa 20 mila euro e fino a che non saranno realizzati le attività di calcio non potranno riprendere. Spesa che in ogni caso potrebbe essere non compatibile con le disponibilità dell’ente religioso e che ha spinto la comunità a presentare ricorso, contestando la mancanza di prove e una sostanziale incoerenza con vari precedenti e gli ultimi orientamenti.

Ma non solo. L’ordinanza prevede anche restrizioni molto scrupolose sulle attività per il futuro: il divieto dell’uso di impianti di amplificazione (compreso il megafono); l’obbligo di praticare un solo sport alla volta e con una sola palla; l’obbligo di praticare il basket solo una volta a settimana e soltanto per un’ora al massimo (e mai oltre le ore 20). E in generale, gli orari vengono ristretti tassativamente la mattina dalle ore 10 alle ore 12.30 e il pomeriggio dalle ore 16 alle ore 21; ma “sempre e soltanto” a giorni alterni (lunedì, mercoledì, venerdì). L’unica eccezione è per attività liturgiche o altre eventuali intese fra gli interessati.

A favore della parrocchia si era costituita anche la clinica Torina, la cui struttura si affaccia sul campetto “incriminato”, attestando gli effetti terapeutici sui malati in degenza: anche la struttura clinica è stata condannata a pagare le spese processuali.

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