Truffa ai danni dello Stato: indagati sei imprenditori e un consulente, 51 i segnalati

La Guardia di Finanza di Messina sta eseguendo un’ordinanza nei confronti di un consulente del lavoro e sei imprenditori, che dispone la misura interdittiva del divieto per un anno di svolgere attività professionale o imprenditoriale.

I soggetti sono formalmente attivi in svariati settori economici e con sedi in paesi della costa tirrenica messinese: sono ritenuti responsabili del reato di truffa aggravata ai danni dello Stato. Era un piano ben studiato per ottenere vantaggi fiscali, compensi e indennità, manifestando assunzioni fittizie di lavoratori.

I sei imprenditori avrebbero creato delle società di facciata al solo fine di instaurare i fittizi rapporti di lavoro scoperti, anche di breve durata, comunque sufficienti a giustificare le illecite richieste di indennità contributive in pregiudizio del sistema previdenziale nazionale e dell’Erario.

Fondamentale il monitoraggio di alcune imprese che beneficiavano di cospicue agevolazioni previdenziali, in particolare del “bonus Renzi”. Le false assunzioni consentivano, poi, di giustificare, in un secondo momento, l’indebita percezione dei contributi assistenziali a sostegno del reddito, legati alle indennità Covid-19 e principalmente alla cosiddetta NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego).

La procedura consentiva ad alcuni lavoratori di avere una propria posizione contributiva e in futuro avrebbero percepito addirittura la pensione. Complessivamente, nell’ambito dell’intera indagine, sono state segnalate alla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto ben 51 persone. Sequestrate le somme indebitamente percepite per un ammontare di circa 200.000 euro.

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