Truffa all’Ue: ministri e organizzazioni sindacali plaudono ai magistrati

La maxi operazione di Messina che ha portato all’arresto di 94 persone (LEGGI QUI) ha scatenato una marea di reazioni positive nei confronti della magistratura messinese.

Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese:  “La scoperta di centinaia di truffe all’Agea dimostra la capacità di inquirenti e investigatori, quotidianamente impegnati per scongiurare qualsiasi aggressione mafiosa nel circuito dell’economia legale e contrastare efficacemente i tentativi del sistema criminale di accaparrarsi risorse pubbliche. L’operazione conferma l’esigenza di una attenta vigilanza sulla erogazione dei contributi per evitare che clan mafiosi si approprino, eludendo il sistema dei controlli, di ingenti sovvenzioni europee a danno di produttori e agricoltori onesti, infiltrando settori strategici per lo sviluppo economico di importanti territori dediti alle attività agro-silvo-pastorali”.

Teresa Bellanova, ministra delle Politiche Agricole: “La gravità di quanto emerso è enorme. Altrettanto evidente il danno derivante dal sottrarre importanti risorse europee alla buona agricoltura e alle imprese di qualità per dirigerle verso le cosche mafiose e le imprese colluse con la connivenza di pezzi della pubblica amministrazione. Un furto di futuro alle nuove generazioni, alla Sicilia, al suo agroalimentare di eccellenza che ho avuto modo di visitare. La fisionomia modernissima e dinamica, a detta degli inquirenti, dei gruppi criminali sgominati, molto lontana dallo stereotipo della mafia dei pascoli conferma l’importanza del lavoro di indagine che colpisce clan mafiosi dediti allo sfruttamento delle risorse pubbliche in agricoltura, facendo emergere addirittura questo come attività prioritaria, con una ferita per le imprese sane”.

Nello Musumeci, presidente della Regione: “Esprimo vivo apprezzamento alle Forze dell’ordine e alla magistratura per avere impedito in Sicilia una nuova truffa sui Fondi europei. Credo di poter anche interpretare il sentimento di gratitudine di migliaia di onesti agricoltori per i quali le risorse comunitarie costituiscono prezioso ossigeno. Tutti speriamo che, accertati i responsabili, siano inflitte pene esemplari, ancora più dure se si tratta di dipendenti pubblici”.

Giuseppe Antoci, ex presidente Parco dei Nebrodi: “L’operazione di oggi evidenzia in modo chiaro il contesto in cui ci siamo mossi in questi anni mettendo il luce le motivazioni per le quali la mafia, attraverso quel terribile attentato, voleva fermarmi. Nonostante la consapevolezza che, con questa ulteriore ed imponente operazione, l’odio e il rancore contro di me cresceranno ancora di più, è comunque tanta la felicità che provo oggi nel vedere che il nostro lavoro serva al Paese e alla lotta alla mafia”.

Franco Mirabelli, Pd, capogruppo dem in commissione Antimafia: “I 94 arresti di oggi, il sequestro di 151 aziende ha inferto un colpo durissimo alla mafia dei Nebrodi. Complimenti ai magistrati. Grazie a Giuseppe Antoci, che col suo protocollo ha combattuto l’affare dei fondi europei e che per questo la mafia voleva uccidere. Oggi è più chiaro anche questo”.

Ignazio Corrao, deputato M5S: “Per anni l’Unione europea ha di fatto versato 10 milioni di euro di contributi per l’agricoltura nelle tasche dei boss siciliani dei Nebrodi senza che nessuno abbia mosso un dito”. Corrao rende noto di avere ” chiesto alla Commissione come intende affrontare una questione che è innegabilmente europea, ma gestita in ambito Ue con superficialità e probabilmente scarsa competenza. Ho proposto alla Commissione di inaugurare una nuova e rivoluzionaria stagione di collaborazione tra le istituzioni europee e i protagonisti della lotta ai mafiosi della Pac in Italia, attraverso audizioni e task force per la stesura di una strategia comune di lotta alla mafia rurale, a partire dal lavoro apripista di Giuseppe Antoci”.

Coldiretti Sicilia: “I fondi europei devono andare ai veri agricoltori, ai giovani che vogliono rimanere e investire in quest’Isola, agli imprenditori onesti di questa Regione. L’area dei Nebrodi era strozzata da attività criminali con forti limitazioni all’imprenditoria. Negli ultimi anni migliaia di giovani hanno scelto di riattivare le aziende dei propri avi ma spesso proprio la criminalità organizzata limita l’attività. E’ proprio l’agricoltura che pone un freno all’emigrazione. Restare nell’isola e investire in agricoltura è una scommessa che si vince con maggiori controlli, con infrastrutture e con la ricerca di mercati nazionali e internazionali che valorizzano il Sicilian Sounding. In Italia il giro d’affari dell’agromafia ha superato i 24 miliardi di euro”.

Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia e Giuseppe Massafra, segretario nazionale Cgil. “La colossale truffa è frutto anche delle distorsioni del sistema, che di fatto non ha garantito che le risorse europee producessero sviluppo, ma solo arricchimenti illeciti. Un’operazione importante e meritoria ma che non basta a eliminare un sistema criminoso ampio che gode di appoggi e accondiscenze. Tra le distorsioni da eliminare quella che consente l’assegnazione delle risorse sulla base del possesso della terra, piuttosto che di progetti. Lo Stato deve reimpossessarsi del suo territorio, censendo tutti i terreni demaniali e, attuando il progetto di “Banca della terra”, con l’affidamento a fini produttivi a cooperative e aziende fatte da giovani”.

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