Tutti a casa, “almeno” fino al 13 aprile: poi si vedrà. Conte firma il nuovo decreto

Ho appena firmato il DPCM che proroga le misure fino al 13 aprile. Se noi smettessimo di rispettare le regole, tutti gli sforzi fatti sarebbero vani. Sarebbe un doppio costo per tutti noi che non possiamo permetterci”. Alle 20.23 di mercoledì, subito in apertura di diretta alla nazione, il premier Conte ufficializza quello che era già scontato da alcune ore.

L’Italia non può consentirsi una riapertura, seppur graduale. “Mi rivolgo ai cittadini: le misure stanno funzionando, ma non siamo nella condizione di allentare le misure e alleviare i disagi a cui siete sottoposti. Abbiamo inasprito le regole perché l’irresponsabilità di alcuni non deve portare danno a tutti. Dispiace che queste nuove misure capitano in una solenne festività come la Pasqua: purtroppo dovremo osservare questo regime”.

“Nel momento in cui i dati dovessero consolidarsi, potremmo valutare un allentamento delle misure. Il 14 aprile però è una data che al momento non posso garantire. Cercheremo di entrare in una fase 2 e poi la fase 3, cioè l’uscita dall’emergenza e del rilancio della vita sociale”.

“Una novità di questo decreto – dice Conte – riguarda le sedute di allenamento degli atleti: queste saranno sospese onde evitare che qualcuno pretenda la prestazione sportiva anche nella forma di allenamento. Gli atleti potranno allenarsi in forma individuale”.

Un chiarimento, in senso restrittivo, Conte lo dedica al tema delle passeggiate padre – figlio che ha tenuto banco per la giornata odierna. “Ora di passeggio con i bambini? Non si tratta di andare a spasso con i bambini, ma di restare vicini a loro qualora sia necessario. Non bisogna abbassare la soglia di guardia”.

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