Una trasmissione, mille polemiche. Mineo e Ombra: “Facile parlare dalla Brianza…”

La trasmissione “Non è l’Arena” di Giletti non è passata inosservata neanche stavolta. A parte alcune considerazioni sugli aspetti contenutistici della trasmissione di cui riferiamo a parte (LEGGI QUI) ci sono ulteriori “lamentele” su alcune dichiarazioni rilasciate in trasmissione, tutte a difesa dell’impresa sana in Sicilia e di un gap strutturale che va azzerato tra Nord e Sud.

Andrea Mineo, commissario palermitano di Forza Italia, ad esempio, difende la “categoria” dei giovani e prende di mira le affermazioni dell’imprenditore Gian Luca Brambilla, uno degli ospiti della trasmissione di domenica sera, certamente duro nei confronti del Meridione d’Italia e della Sicilia in particolare. “I nostri giovani imprenditori e molti giovani amministratori locali che ogni giorno lottano qui in Sicilia non hanno bisogno di ricevere lezioni da nessuno. Fare impresa e far politica nel meridione in contesti molto complessi è doppiamente difficile per via delle problematiche ataviche che bisogna giornalmente affrontare. Per cui chi riesce a essere competitivo pur rimanendo al Sud andrebbe premiato perché per raggiungere la parità con gli altri player nazionali è partito con un giro di ritardo in un circuito sconnesso e nonostante ciò è rimasto sul mercato. I miei coetanei che fanno impresa e anche politica scegliendo di rimanere sono dei fuoriclasse dai quali certi “cumenda” potrebbero solo prendere ripetizioni!”

Stesso concetto lo ha espresso Salvatore Ombra, presidente di Airgest, la società che gestisce l’aeroporto di Trapani. Ombra, ospite in studio, ha ribattuto a muso duro alle affermazioni di Brambilla (professione “imprenditore indignato”  come titolò L’Espresso) sottolineando come “la Sicilia probabilmente sconta cinquant’anni di arretratezza Da Marsala a Palermo ci vogliono 5 ore in treno e ovviamente noi dobbiamo prendere la macchina. C’è però una classe imprenditoriale in pieno fermento che lavora, che produce, che si impegna, che investe e si confronta con un contesto che guarda all’Europa. La mia azienda esporta dal Cile alla Malesia e tutto questo lo fa da Marsala. Fare l’imprenditore in Brianza, è molto più facile. Il ponte Morandi è caduto lo scorso anno e lo stanno già ricostruendo. Cinque anni fa è caduto il ponte Himera ed è ancora così, ed è sempre l’Anas che se ne occupa. La colpa è forse della nostra indolenza, ma l’Italia deve camminare insieme. Collegare Catania e Palermo è importante quanto collegare Genova”.

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