Vaccino a “domicilio” per i fragili, troppi prenotati e pochi medici: sistema in tilt

La Sicilia accelera sulle altre regioni nell’ambito della campagna vaccinale, ma in termini assoluti c’è ancora tanta strada da da fare. Soprattutto in ambito organizzativo. L’ultimo caso è quello di alcune centinaia di pazienti fragili che in questi giorni non hanno potuto ricevere il vaccino a domicilio in quanto le strutture sanitarie (in particolare l’Asp di Palermo) sarebbe a corto di medici per effettuarle a domicilio.

Proprio a Palermo – riporta il Giornale di Sicilia – il numero di prenotazioni per il servizio a domicilio sarebbe stato considerevole, ma i medici assegnati a tale scopo sarebbero appena una decina: un “overbooking” che ha fatto saltare le prenotazioni e mandato in tilt l’organizzazione. L’Asp ha garantito che tutti avranno il vaccino e saranno ricontattati.

Per ovviare alla mancanza di medici, la Regione pensa di affidare una parte della campagna ai medici di famiglia (raggiungendo i pazienti a casa o ricevendoli in studio). Ma l’accordo siglato a inizio marzo non è ancora operativo, sia per problemi procedurali che per la carenza di vaccini di più facile conservazione (cioè AstraZeneca e Moderna).

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