Vaccino anti-Covid, l’assessore Razza: “Servono più dosi. Basta polemiche infondate”

L’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, è voluto intervenire per placare le polemiche di questi giorni riguardanti la campagna vaccinale anti-Covid. È stato ribadito come le indicazioni generali vengano da Roma e che non ci sono abbastanza dosi per dare un’accelerata.

“È ingenerosa, falsata nella sua ricostruzione e infondata nei fatti la rappresentazione secondo la quale, nell’ambito della campagna vaccinale, le Regioni procedono per conto proprio e senza un indirizzo unitario – afferma – . Va ricordato ancora una volta come le Regioni non abbiano stabilito che la Fase3 del Piano (insegnanti, forze dell’ordine, forze armate, penitenziari, servizi essenziali) anticipasse la Fase2 (fragili e over 70): ciò, invece, è stato determinato a livello nazionale dalla struttura commissariale che, a sua volta, ha dovuto recepire le indicazioni dell’Agenzia regolatrice del farmaco che ha autorizzato il vaccino di AstraZeneca solo sulla popolazione under 65, mentre – come è noto – nel resto del mondo non esiste questa limitazione”.

“Così come è opportuno ribadire che, proprio nell’ambito della categoria dei servizi essenziali – continua – le Regioni non hanno declinato un ordine di priorità, che invece era stato chiesto uniforme per tutto il Paese. E su questo punto non abbiamo mai ricevuto una risposta da parte della struttura commissariale. Al posto di sostenere polemiche, che mortificano migliaia di operatori sanitari ci aspettiamo vengano attivate tutte le procedure per autorizzare gli altri vaccini già disponibili (a partire dallo Sputnik V) e aumentare l’approvvigionamento nazionale delle fiale“.

“Fin dall’inizio dell’emergenza, la Sicilia – conclude – su disposizione del presidente Musumeci, ha scelto un’organizzazione in collaborazione con la Protezione civile e il concorso di Forze armate ed enti locali: vorremmo poter vaccinare per 24 ore al giorno! Senza subire polemiche infondate e, magari, ricevendo le risorse umane aggiuntive promesse e finora arrivate in numero contenuto. Adesso più che mai è tempo di lavorare, non di polemizzare“.

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