Il vaccino contro il coronavirus, l’Italia “apripista” in Europa ma ci vogliono tempo e soldi

Ma quanto ci vuole per trovare il vaccino al coronavirus? È questa una delle domande più frequenti in questi giorni di quarantena collettiva. L’Italia è pronta a partire con i test pre-clinici e a diventare apripista in Europa.

Nel frattempo accelera la sperimentazione di farmaci già esistenti per verificarne l’efficacia contro il coronavirus, con il via libera dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) a uno studio su 330 pazienti del farmaco contro l’artrite reumatoide. La luce verde alla sperimentazione sugli animali del vaccino progettato dall’azienda italiana Takis è arrivata dal ministero della Salute.

In aprile è atteso il test di un altro vaccino italiano, messo a punto dall’azienda italiana ReiThera, mentre la CureVac, attiva fra Germania e Stati Uniti, si prepara ad avviare in giugno i test pre-clinici. I test sugli animali sarebbero fondamentali per portare il vaccino all’uso umano e quello della Takis è il primo progetto ad accedere a questa fase della sperimentazione in Europa, ha osservato l’amministratore delegato dell’azienda, Luigi Aurisicchio.

L’avvio dei test è previsto in settimana e, “se i risultati saranno soddisfacenti, il vaccino potrebbe già essere testato sull’uomo nel prossimo autunno”. Ma c’è un problema di fondi e, “in mancanza di finanziamenti pubblici per la ricerca – ha detto Aurisicchio – abbiamo lanciato una campagna di crowdfunding che ha lo scopo di raccogliere velocemente la somma necessaria per accedere alle fasi successive di sviluppo del vaccino”. Velocità e semplificazione sono le parole d’ordine anche per accelerare la ricerca sui farmaci, ha detto il direttore generale dell’Aifa Nicola Magrini.

Semplificata anche l’emissione dei pareri etici, con un unico comitato di riferimento, presso l’Istituto Spallanzani di Roma. Approvata la sperimentazione per la terapia del coronavirus del farmaco remdesivir, nato per curare la febbre emorragica Ebola ed è al nastro di partenza il protocollo per la sperimentazione di fase 2 del farmaco contro l’artrite reumatoide tocilizumab. Dalla prossima settimana si prevede l’avvio dei test su 330 pazienti intubati da non oltre 24 ore per valutare efficacia e sicurezza.

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