Via d’Amelio, Ayala rivela: “Tenni in mano la borsa di Paolo Borsellino”

Il magistrato, allora parlamentare, Giuseppe Ayala, ha risposto alle domande del procuratore capo Amedeo Bertone e del Pm Stefano Luciani nel corso dell’udienza al processo sul depistaggio della strage di via d’Amelio rivelando di essersi imbattuto nel cadavere di Paolo Borsellino e di aver tenuto fra le mani per alcuni istanti la borsa di Paolo Borsellino.

Ayala ha raccontato: “Mi sono ritrovato vicino alla blindata dopo essere inciampato sul cadavere di Borsellino. Ero presente fisicamente ma con la testa non c’ero. Vi lascio immaginare quale era in quel momento il mio stato d’animo. Mi trovo con questa borsa di Paolo in mano. Il manico della borsa non era bruciacchiato ma forse era un po’ caldo. La borsa non era intatta. Non so che farne sono confuso. In uno stato di agitazione trovo due ufficiali dei carabinieri e la do a loro. Cosa che rifarei. Poi me ne vado”.

Poi aggiunge: “Accanto a me c’era il giornalista Felice Cavallaro il quale insiste e mi dice, vattene vattene dai tuoi figli e me ne vado. Mi ritrovo con quella borsa in mano forse per meno di un minuto. L’agenda rossa? Nell’86 non avevo nessun rapporto con Paolo. Non avevo idea di questa agenda”.

In merito ad una presunta telefonata (ripresa in alcune immagini) l’ex Pm ha risposto: “Assolutamente no. Vorrei vedere queste immagini”. Rispondendo alle domande si è poi idealmente rivolto alla figlia di Paolo Borsellino: “Invece di andare al carcere a sentire gli assassini del padre, può venire da me se ha bisogno di chiarimenti?”.

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