Camastra (Ag), il Tar del Lazio conferma: giusto lo scioglimento del consiglio comunale

Vince il concorso, il Ministero sospende l’assunzione perchè il padre è all’ergastolo

Partecipa a un concorso per funzionario civile in Prefettura ma, dopo due giorni dalla firma del contratto, la sua assunzione viene sospesa: motivo? Il padre, Vincenzo Licata di 63 anni, nativo di Grotte, in provincia di Agrigento è in carcere per scontare tre ergastoli.

La protagonista di questa vicenda, ancora aperta, è Gisella Licata, 36 anni, incensurata e laureata in Giurisprudenza. Arriva 414esima a un concorso bandito dal Ministero dell’Interno e viene ripescata con lo scorrimento della graduatoria. Firma il contratto il 2 febbraio scorso ma la procedura viene sospesa in seguito a una informativa inviata dalla Questura di Agrigento al Viminale nella quale oltre a sottolineare che la donna è “immune da precedenti e pendenze penali, non è dedita all’alcool né all’uso di sostanze stupefacenti” si specifica che “si verrebbe a configurare una situazione inconciliabile rispetto all’immissione nei ruoli di questa amministrazione, nella quale vengono svolte funzioni di particolare delicatezza, anche in materia di pubblica sicurezza”.

La donna si è rivolta all’avvocato Girolamo Rubino che ha presentato un ricorso al Tar del Lazio, forte anche di due sentenze abbastanza recenti della Corte di Cassazione. E infatti il ricorso è stato accolto con conseguente sospensione della decisione del Viminale. Adesso però devono essere risolti i problemi legati ad alcune competenze: i giudici potrebbero infatti dichiararsi incompetenti a favore del giudice del Lavoro, di Palermo o di Agrigento, perché si tratta di un rapporto potenzialmente già instaurato.

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