violenze sessuale e stalking i dati della sicilia da codice rosso

Violenze sessuali e stalking, tutti i dati della Sicilia sui reati da Codice Rosso

Violenza sessuale, stalking, maltrattamenti domestici, sfregi, nozze forzate e revenge porn al centro del “Codice Rosso” contro abusi e brutalità in famiglia e nella coppia che, dopo l’approvazione della Camera con 380 voti favorevoli e nessun contrario (astenuti 92 deputati di PD e LeU), ora passerà al vaglio del Senato.

Le modifiche al Codice penale e al Codice di procedura penale sono la sintesi di un percorso di approfondimento sociologico e politico dal quale è emersa la forte necessità di contrastare con strumenti più efficaci e veloci quelle categorie di reati sempre più presenti nella cronaca italiana, stante l’intrecciarsi di ‘nuovi’ disagi: la crisi economica, le conseguenze dell’utopia dell’integrazione facile, l’individualismo esasperato.

L’urgenza di dare un segnale ha giustificato, oltre alla creazione di una vera e propria “corsia preferenziale” nella fase investigativa e tempi serrati per l’acquisizione delle prove per le denunce dei reati oggetto di modifica, anche un generale inasprimento delle sanzioni. Centrali la valutazione della concretezza del pericolo che corre la vittima e l’adozione delle misure cautelari necessarie. Queste devono essere richieste dal pubblico ministero e disposte dal giudice delle indagini preliminari in tempi quanto più brevi.

Per il reato di violenza sessuale, le pene salgono da un minimo di 6 a un massimo di 12 anni. La violenza diventa aggravata in caso di atti sessuali con minori di 14 anni a cui è stato promesso o dato denaro o qualsiasi altra utilità. “La comunicazione della notizia di reato – riporta il ddl – è data immediatamente anche in forma orale. Alla comunicazione orale deve seguire senza ritardo quella scritta con le indicazioni e la documentazione previste”. Il pubblico ministero ha tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato per assumere informazioni, con eccezioni se la vittima è un minore. La vittima ha un anno di tempo di tempo e non più mesi per denunciare la violenza subita.

Secondo i dati del Viminale, tra gennaio e giugno del 2017 in Italia sono state commesse 2.333 violenze sessuali. Nel 2016 ci sono stati 2.383 stupri, di cui 1.474 commessi da italiani e 909 da stranieri, dato allarmante se si pensa che gli stranieri costituiscono solo un piccola percentuale della popolazione. In Sicilia, ad esempio, nel 2017 sono state 406 le denunce per violenza sessuale, di cui 71 contro soggetti stranieri, il 17,5%. Al 1° gennaio 2017, gli stranieri residenti sull’Isola erano 189.169, cioè il 3,7% della popolazione residente. Le statistiche non specificano se i denunciati siano residenti o ospiti, ma il dato resta significativo.

Inasprimento di pena anche per il reato di stalking: la reclusione passa da un minimo di un anno al massimo di 6 anni e sei mesi. Secondo i più aggiornati dati Istat, in Italia le vittime di stalking sarebbero circa 3 milioni 466 mila, pari al 16,1% delle donne italiane. Tra queste, il 21,5% avrebbe subito i comportamenti persecutori da parte di un ex partner, mentre il 10,3% da parte di altri soggetti. Tra le vittime, ancora, solo il 48,3% delle donne che si sono rivolte a istituzioni o servizi specializzati ha poi denunciato o sporto querela, il 9,2% ha fatto un esposto, il 5,3% ha chiesto l’ammonimento e il 3,3% si è costituita parte civile, inerte invece il 40,4%. L’85,9% degli autori è costituito da soggetti di sesso maschile.

Secondo il sistema informativo del Ministero dell’Interno, in Sicilia, nel 2017, gli ammonimenti per atti persecutori sarebbero stati 91, quelli ex legge 119/2013 che hanno raggiunto ex partner 111, gli allontanamenti 33. Nella classifica delle Regioni, la Sicilia, quarta per popolazione, è seconda solo alla Lombardia che è anche la regione più popolosa. Le persone denunciate sarebbero state complessivamente 1.575, in maggioranza maschi maggiorenni. Solo 92 gli stranieri.

Per maltrattamenti contro familiari o conviventi, la reclusione passa da un minimo di 3 fino ad un massimo di 7 anni; la pena è aumentata fino alla metà se il fatto avviene in presenza o ai danni di un minore, di una donna in gravidanza, di un disabile oppure se l’aggressione è armata. Nel 2017 in Sicilia sarebbero stati denunciati 1.519 soggetti per maltrattamenti in famiglia messi in atto principalmente da adulti di sesso maschile di cui 159 stranieri.

Dura risposta dell’ordinamento anche agli aggressori che sfregiano le vittime con l’uso di acidi. Il responsabile dell’aggressione che comporti lesioni permanenti al viso è punito con la reclusione da 8 a 14 anni. Se lo sfregio provoca la morte della vittima, scatta l’ergastolo. Per i condannati sarà più difficile ottenere benefici, permessi e misure alternative.

Punito anche chi induce un altro a sposarsi o contrarre unione civile usando violenza, minacce o approfittando di un’inferiorità psico-fisica. La pena va da 2 a 6 anni se coinvolge un minorenne ed è aggravata della metà se danneggia chi non ha compiuto 14 anni al momento del fatto.

Infine, introduzione del reato di revenge porn. Chiunque invii, consegni, ceda, pubblichi o diffonda foto o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito di una persona senza il suo consenso, rischia da uno a sei anni di carcere e una multa da 5000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica anche a chi “avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o il video li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento”. Pena aumentata “se i fatti sono commessi dal coniuge, anche separato o divorziato, o da una persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici”.

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