procura termini contesta calunnia a indagata

“Voto connection”, chiesti 87 rinvii a giudizio. M5S vuole le dimissioni di Cordaro e Aricò

Il pubblico ministero di Termini Imerese Annadomenica Gallucci ha chiesto il rinvio a giudizio per 87 persone che dovranno dunque comparire il 4 dicembre davanti al Gup.

Si tratta degli sviluppi dell’inchiesta “Voto connection” avviata dalla Procura di Termini Imerese e che nello scorso mese di marzo aveva scosso  il mondo della politica regionale dal momento che vede coinvolti tantissimi politici della Sicilia che avrebbero promesso – secondo l’accusa – posti di lavoro (o comunque benefici di vario genere) in cambio di voti. (LEGGI QUI I DETTAGLI)

Tra le persone coinvolte anche l’attuale assessore regionale al Territorio Toto Cordaro, il capogruppo di Diventerà Bellissima all’Ars Alessandro Aricò che secondo il Movimento 5 Stelle dovrebbero dimettersi “in attesa che la giustizia faccia il suo corso”.

Tra le persone coinvolte il parlamentare nazionale della Lega Alessandro Pagano, l’ex Governatore Totò Cuffaro, il sindaco di Termini Francesco Giunta, i fratelli Salvino e Mario Caputo.

“Un altro forte schiaffo alla credibilità e all’immagine delle istituzioni siciliane, la politica non può fare finta di nulla – scrivono adesso i deputati regionali del M5S -. Il fatto che l’inchiesta sia andata avanti dovrebbe indurre i due  esponenti di spicco della maggioranza di Musumeci a dimettersi dalle loro cariche, in attesa che la giustizia faccia il suo corso. E’ vero che fino al terzo grado di giudizio tutti sono da considerare innocenti: è altrettanto vero, però, che non è possibile attendere le calende greche, mentre si ricoprono posti di visibilità e di responsabilità, come, soprattutto, nel caso dell’assessore Cordaro”.

“Ricordiamo che sono fin troppi gli assessori e i deputati che all’Ars sostengono la maggioranza di Musumeci ad essere indagati, tra questi  Riccardo Savona che continua, nel silenzio assoluto della politica, a mantenere la presidenza della commissione Bilancio, pur essendo indagato per truffa”.

“È triste, molto triste- afferma  il deputato termitano all’Ars Luigi Sunseri  – vedere la propria città travolta da queste notizie giudiziarie, che, se confermate, sarebbero pesantissime.  Fa male perché chi dice di amare questa Terra, non può macchiarsi dei reati che si ipotizzano.  Il voto di scambio è l’attimo in cui il cittadino rinuncia al suo unico momento di amministrazione di potere, mette da parte idee e ideologie e svende il suo diritto di cittadinanza. Un meccanismo perverso che inquina costantemente l’esito delle consultazioni elettorali. Il più schifoso dei reati legati alla politica. La maxi inchiesta della Procura di Termini Imerese svelerebbe, se dovesse trovare riscontro in sede processuale, una potenziale connivenza tra politica e clientela, che è assolutamente da condannare”.

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