Voto segreto, posizioni contrapposte. E quella proposta “dorotea” del M5S….

È stata rinviata al prossimo 27 novembre la commissione per il regolamento che si è riunita a Palazzo dei Normanni per esaminare la possibilità di abolire il voto segreto. Una richiesta che all’inizio di legislatura era stata avanzata dal presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè ma che nella passata legislatura era stata osteggiata proprio dal gruppo di Diventerà Bellissima. Per la precisione, fu l’allora capogruppo Santi Formica a difendere il voto segreto.

La discussione fin dalle prime battute ha evidenziato una posizione unica del centrodestra, favorevole all’abolizione del voto segreto e la netta contrarietà del Pd e dei renziani di Italia Viva. Più articolata – quasi… “dorotea” – la posizione dei grillini che hanno presentato un disegno di legge che prevederebbe in caso di richiesta di voto segreto che, qualora vi sia, prevalga la richiesta di appello nominale.

Da questo quadro che è emerso fin dalle prime battute evidentemente non si annuncia un percorso semplice per l’abolizione del voto segreto. I tempi sono stretti. Peraltro, dopo il 13 dicembre, quando la corte dei Conti darà il proprio giudizio sulla parifica del consentivo del bilancio 2018, bisognerà passare subito all’assestamento di bilancio e alla presentazione in Aula della richiesta di esercizio provvisorio

L’abolizione del voto segreto, quindi, potrebbe anche slittare al nuovo anno. Però, considerata la bizzarria di questa Assemblea Regionale non si può escludere a priori un colpo di scena.

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